Giugno 2008


L’altro giorno, ho riavviato il controller di dominio della mia azienda.Era almeno un annetto che non lo facevo. La RAM non ne poteva più.

Così dopo il riavvio è successo che un paio di macchine client dell’azienda mi hanno riportato l’errore nel titolo: “Impossibile connettersi al dominio a causa di inattività o non disponibilità del controller di dominio o di mancata individuazione dell’account del computer. Riprovare in seguito. Se questo messaggio viene nuovamente visualizzato, contattare l’amministratore del sistema.”

Ma un semplice “user o password utente” errato no? :D

Così è iniziata la mia trafela per trovare il modo di risolere il problema.Ho fatto svariati tentativi:

-L’account utente del dominio funzionava sulle altre macchine aziendali, ma su quelle specifiche che avevano riportato il problema no.

-Ho pensato che un aggiornamento di windows avesse creato un bug nel sistema dei client e avesse per qualche motivo corrotto il file che gestiva il canale crittografato tra dominio e client.Così facendo una ricerca in internet ho scoperto questi 2 link:

  1. Il primo quello di microsoft, ma i sistemi operativi coinvolti non erano gli stessi riportati nell’articolo , infatti la relazione indicata nell’articolo è tra un server NT 4.0 e un client WXP prof., nel mio caso invece si parla di un w2000 server e un wxp prof  http://support.microsoft.com/kb/318266/it
  2. Il secondo è un link di un forum http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=1694087 che ha fatto vari esperimenti.

Alla fine ho deciso di fare un mischione di quello che avevo trovato.

  • Ho provato quindi a disabilitare quello che c’era scritto nel primo articolo trovato, ma ho scoperto che era già disabilitata quella voce
  • Ho provato a loggare il nome utente del dominio da un altra macchina e ci sono riuscito. Quindi sembrava che il problema fosse relativo proprio sul pc sul quale gli utenti lavoravano
  • Ho provato a cambiare nome alla macchina, forse cambiando nome alla macchina, il dominio avrebbe creato un nuovo utente-macchina di dominio con un altro nome e avrebbe ripristinato il canale tra dominio e client, ma non è successo nulla
  • Ho rimosso l’account macchina dal dominio, ma non ha funzionato
  • Come ultima possibilità, era quella di disconnettere il pc dal dominio, facendola divenire una macchina locale(workgroup) e poi una volta riavviata reinserirla nel dominio precendente.Prima di fare l’operazione, ho creato un profilo di appoggio per salvare il profilo degli utenti durante l’operazione.   Una volta effettuata l’operazione tutto è tornato come prima.Dei 2 utenti a cui ho fatto questa operazione, i profili e i dati non sono andati persi

Spero possa tornarvi utile questa cosa.

Sospetto anche, che questo problema è ciò che viene causato da un lungo periodo di inattività di un utente macchina nel dominio.Se ad esempio per lungo tempo, un notebook,non accede ad un dominio, a mio avviso potrebbe presentarsi questo problema.Tuttavia, sinceramente non ne ho ancora la certezza al 100%.Appena verificato vi faccio sapere.

Oggi vi presenterò la soluzione ad un problema di posta elettronica veramente particolare.

Ha impegnato le ricerche della soluzione per un bel pò di tempo, almeno 2 mesi ci son voluti per arrivare alla soluzione.

Suppongo che il problema sia causato da un bug di outlook

 

Problema

Nel tentativo di salvare un allegato con il nome “allegati.zip” da un’e-mail di outlook, viene riportato un errore nel quale si descrive che l’utente, non ha l’autorizzazione per salvare l’allegato nella cartella selezionata.

 

Soluzione

recarsi nella cartella completamente invisibile di outlook C:\Documents and Settings\marcella\Impostazioni locali\Temporary Internet Files\OLKXX , dove per XX si intendono 2 numeri dati dal sistema.

Per conoscerli, recarsi sul registro di sistema HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Office\10.0\Outlook\Security all’interno della chiave: “outlook secure tempfolder”

Come funzionano gli snapshot delle macchine virtuali?

Quando una macchina virtuale viene “Snapshottata”, gli Hard disk della macchina virtuale vengono “congelati”.Il file *.VMDK, ovvero la dimensione del file e i dati ivi inclusi che gestisce l’HD virtuale, rimarrà sempre della stessa dimensione e non varierà. Sarà lo snapshot invece a creare tanti file quanti sono gli HD virtuali sulla macchina virtuale. Questi nuovi file gestiranno le modifiche apportate ai dati agli HD virtuali della macchina da quando lo snapshot è stato creato, aumentando sempre di più di dimensione.Tanto quanto sono le modifiche apportate.

I nuovi file creati, avranno all’inizio, una dimensione ridotta rispetto a quella degl’HD snapshottati. Tuttavia come già detto, a lungo andare, questi nuovi file, continueranno ad aumentare di volume, tanto quanto saranno le modifiche apportate agli HD da quando sono stati fatti gli snapshot.Inoltre nel virtual center management server,saranno visibili come hard disk della macchina virtuale.

Avremo quindi che una macchina virtuale con 2 HD e uno snapshot, sarà formata da 2 file VDMK che, rappresentano la dimensione reale degl’HD virtuali alla creazione dello snapshot e 2 file VDMK di dimensioni inferiori rispetto agli altri 2 file che però, tenderanno ad aumentare di dimensione.I nomi dei file di quest’ultimi di solito è molto simile al nome dell’HD originario al quale fanno riferimento.(es: C.VMDK -> c00001.VMDK)

Questo significa che per gestire una macchina virtuale e i suoi snapshot si richiede molto spazio.Più di quello di un Hard disk virtuale.

Esempio:

 Nell’esempio qui sopra abbiamo che:

-webserver_1.vmdk è l’hd principale della macchina virtuale e che risulta congelato alla sua dimensione;

-webserver_1-0000001.vmdk è l’hd creato dalla snapshot. E’ l’hd che aumenta di dimensione in proporzione alle modifiche fatte sull’hd principale.In teoria sembra che questo file possa allargarsi tanto quanto è lo spazio disponibile.Inoltre sul virtual infrastructure client. Sull’edit degli HD della macchina virtuale, comparirà come HD questo al posto dell’ HD originario:webserver_1.vmdk;

Windows Vista ha introdotto un nuovo controllo sull’esecuzione di qualsiasi programma: buona idea, ma a lungo andare può risultare fastidioso. Ecco come disabilitarlo in pochi passaggi.

Per ogni programma avviato su Windows Vista, si apre una finestra da cui l’utente può permettere o negare l’esecuzione di questo applicativo.

L’idea sarebbe interessante per tenere sotto controllo l’esecuzione di programmi indesiderati o di tutti quei virus in grado di eseguirsi da soli sul vostro PC. Peccato però che, grazie ai rootkit o alla prassi di utilizzare nomi simili a programmi regolari, si rischia, in ogni caso, di dare il permesso a programmi pericolosi.

Pertanto, dare il consenso ai programmi risulta essere un passaggio spesso inutile e piuttosto fastidioso.

  1. Per disabilitare questa funzione, portatevi nel Pannello di controllo di Windows Vista. Negli Account utente selezionate il vostro profilo e scegliete Attiva o disattiva Controllo account utente.
  2. Togliete il flag dalla casellina di Per proteggere il computer, utilizzare il controllo dell’account utente e premete il tasto Ok.
  3. Dovrete riavviare il computer per poter applicare la modifica effettuata.

Se invece vorreste passare dal registro di sistema, seguite le seguenti indicazioni:

  1. Nel registro di configurazione, la chiave da modificare si trova in questa posizione:
  2. HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Policies\System\EnableLUA.
    La chiave DWORD con valore 0 disabilita il controllo; con valore 1 lo attiva. Anche in questo caso, dovrete riavviare il computer per attivare la modifica.
  3. Dopo il riavvio del PC, al momento dell’esecuzione dei programmi non sarà più richiesta nessuna conferma.

Ed ecco risolto il problema.

L’articolo completo con immagini, lo potete trovare qui: http://www.megalab.it/articoli.php?id=988

 

Ecco finalmente le foto dei marine della peste dipinti secondo la guida pubblicata qualche giorno fa…

Nelle foto esiste anche una modifica ad un Bolter, trasformato in un fucile plasma!

Voglio commenti!

Ormai è da un anno che posseggo la mia Custom Suzuki Marauder GZ 250.La moto in questione è una moto di prestazioni modeste. Infatti la cilindrata della stessa è 250cc. Nulla di che, visto i “mostri” che circolano a giro, come l’Honda Shadow 600(ormai fuori produzione), 750cc, la più piccola dell’harley la 883 cc e così, via via aumentando.

Mi ricordo ancora quanto ero indeciso a comprarla, la spesa della moto in se non era eccessiva per i costi del nuovo (sopratutto anche di uno scooter) e quindi grazie anche ad una spinta addirittura di mia madre, decisi di spendere alcuni dei miei soldini messi da parte nei miei anni di lavoro per questo gioiellino.

La moto in questione soddisfaceva tutti i requisiti che stavo cercando nel tipo di veicolo che volevo acquistare: cilindrata bassa (250cc, costo assicurazione basso), KW bassi (15, giusti per pagare un bollo annuale modesto o ridotto), baricentro basso: molti forum infatti la davano come ottima per imparare ad andare in moto (la cosa divertente che la patente della moto ce l’avevo da 10 anni e l’avevo usata per non più di un anno con una vecchia vespa 125 px che avevo quando ero più giovine, quindi non avevo mai usato un cambio a pedale), la possibilità di usarla sia in super strada che in autostrada e come ultimo requisito non meno importante: l’estetica.

Mi ricordo ancora quando la ritirai dal concessionario, era giorno di mercato e c’era un casino della madonna. Ero emozionatissimo perchè non avendo mai preso in mano una moto “seria”, non avevo idea di come questa si sarebbe comportata sopratutto con me che ero principiante.Per fortuna durante il viaggio per andare a casa non ci furono problemi, imparai da subito a guidare, nulla di che, cmq mi ricordo che la velocità che sostenevo lungo le vie affollate dal traffico di punta non superavano mai i 50 km…Ero un rispettabilissimo guidatore ed osservatore del codice stradale XD.Ora dopo aver preso  le misure e la mano sul cambio, sono divenuto più spigliato.

La moto di per se non è grossissima ma non è per nulla piccola. A mio avviso è una delle più lunghe che vi sono in commercio tra le custom che esistono di piccola cilindrata,ma anche di alcune più grosse come l’harley 883.

Veloce e scantante al punto giusto, non può battere a mio avviso uno scooter 250cc (come ad esempio il liberty) in rettilinio e forse neanche in agilità, questo perchè il liberty è un cartoccio di plastica. Il motore di quest’ultimo deve spingere un telaio prevalentemente fatto di plastiche dure e morbide. La mia moto invece oltre ad avere l’aspetto di una moto seria con le cromature nei punti giusti e il motore a nudo, deve spingere molto di più che semplice plastica assemblata.

Tra tutti i colori disponibili a mio avviso il nero è il migliore,che dà quell’impronta di moto seria e importante al tempo stesso.

Inoltre a migliorare il tutto, sono i bassi consumi che si possono fare con un pieno di serbatoio.Infatti con 15 euro riesco escludendo la riserva, a fare 321 Km circa di media…E visto il rincaro della benzina, direi che è una buona cosa :D .

Appena acquistata, ho deciso di aggiungervi delle sacche laterali con peneri e l’aggiunta del sellino posteriore per renderla più confortevole al passeggiero e pi vicina al custom…

Non mi resta che lasciarvi alle foto della mia piccolina!

Ciauz